Vibratore telefonico pecorina mattutina sul letto sfatto

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Letto sfatto al primo chiarore dell'alba la vestaglia color salvia buttata sulla sedia vicino alla finestra semiaperta Sudore fresco sulla nuca dove i capelli sono ancora umidi dal phon Fiato corto contro il ricevitore mentre racconto tutto quello che vorrei farmi col cazzo suo invece del vibratore nero acceso tra le dita Il pacchetto di Marlboro rosso sgualcito sul comodino accanto alla tazza della moka stretta sul fornello spento da ore Rumore d'acqua che smette nel bagno alle mie spalle Poi passi scalzi sul pavimento freddo Lo sento arrivare senza voltarmi Mani grandi sui fianchi mi girano come se fossi carta Mi mettono in pecorina con la faccia nel cuscino bagnato Non protesto Solo muovo i glutei all'indietro per sentirlo più vicino Lui prende il telefono me lo toglie dall'orecchio lo spegne lo butta via Il microfono lavalier nascosto sotto il reggiseno trasmette ogni ansimo La cinepresa fissa in 85mm aperto a f/2.8 coglie la vena pulsare sul collo quando lui mi allarga le cosce con un calcio Io scelgo il ritmo delle spinte non lui Guido io l'inclinazione del bacino Ogni volta che sbatte dentro sento le molle del materasso cigolare insieme ai denti Le lenzuola grigio perla si attorcigliano alle caviglie Calze a rete strappate all'alluce sinistro Un anello d'acciaio freddo tra i capelli tirati Ma non piango Non parlo Solo respiro forte e apro gli occhi fissando lo specchio inclinato sopra la cassettiera Dove vediamo entrambi quello che sta succedendo Alla fine sborra fuori ma resta dentro Ancora un po' Ancora un altro movimento Lui abbassa la fronte sulla mia schiena sudata E io chiudo gli occhi.