Vestaglia aperta davanti allo specchio letto

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Camera da letto al secondo piano affacciata su cortile interno luce grigia di mezzogiorno filtra tra le persiane di legno scrostate lei siede sul bordo del materasso nuda sotto una vestaglia color salvia lasciata aperta le gambe larghe appoggia i palmi dietro la schiena sollevando il petto lo specchio rettangolare incorniciato in cromo riflette ogni movimento dall'alto in basso un paio di carte da gioco abbandonate sul tavolino basso vicino a una tazza sporca di caffè il fonico chiede silenzio prima del battito poi parte la sequenza lunga senza tagli diffusione 1/4 sul primo piano accentua il sudore tra le clavicole lei sceglie il ritmo indice e medio scorrono lenti sulla figa gonfia pollice destro circonda il clitoride due dita entrano fino alla seconda nocca ritmo crescente ginocchia che tremano respiro spezzato dalla gola un gemito trattenuto poi liberato lenzuola di cotone Bassetti spaiate si arricciano sotto i talloni sollevati moka stretta sul fornello in cucina nessuno entra nessuno disturba solo il ronzio del frigo attraverso la parete lei tiene gli occhi fissi al riflesso non distoglie mai lo sguardo neanche quando viene stringendo i denti smalto rosso scheggiato sui polpastrelli vibra contro il vetro dello specchio inclinato poi si ferma mano ancora dentro palpebre chiuse labbra umide aria pesante odore di bucato vecchio e pelle calda sbatte ciglia riapre gli occhi guarda sé stessa ancora un secondo due tre poi estrae le dita lentamente passa il dorso bagnato sulla guancia sinistra sistema la seta verde attorno ai fianchi fa un cenno con la testa verso destra telecamera abbassa l'angolo segue la scia lucida lungo l'interno coscia.