Vestaglia aperta letargo mattutino lunedì interrotto

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L'appartamento è vuoto a metà settimana le luci basse filtrano dalle persiane di legno scrostate la vestaglia ecru giace aperta sui fianchi della mora seduta sul bordo del letto piedi scalzi sul pavimento freddo le dita scorrono lente lungo l'interno coscia prima di infilarsi nella figa umida senza fretta il respiro si spezza quando sfiora il clitoride gonfio lei sceglie il ritmo tiene gli occhi fissi allo specchio inclinato sopra il comò dove vede ogni movimento delle sue mani sudore sottile sulla fronte polsi che tremano appena la cinepresa fissa in master da tre metri registra tutto poi switchiamo su close-up con ottica 85mm aperto a f/28 diffusione 1/4 sul primo piano che ammorbidisce i contorni dello zigomo ma non nasconde lo sguardo perso nell'orgasmo imminente il fonico chiede silenzio prima del battito successivo perché l'audio del respiro deve restare pulito lei aumenta la pressione due dita dentro ruotano in senso orario pollice destro stimola il clitoride in circoli stretti veloci sempre più veloci finché le gambe si irrigidiscono e uno sborroccio caldo le bagna le nocche mugola senza voce solo aria compressa dalla gola lo specchio riflette la scena dall'alto angolato a quarantacinque gradi mentre estrae lentamente le dita e se le succhia fino all'ultima goccia vibrazione continua lieve sotto i glutei natiche contratte contro il materasso nessun suono oltre al ticchettio della sveglia analogica posata vicino alla chiave di casa sul comodino nessuna musica di fondo solo respirazione amplificata loop naturale stacco netto quando abbassa le palpebre e sorride tra sé orecchini a cerchio dorati oscillano appena un cambio d'abito aspetta sulla sedia accanto alla finestra socchiusa odore di caffè vecchio dalla moka stretta sul fornello spento lenzuola Bassetti spaiate arrotolate ai piedi del letto taglio ultimo ciak stampato sync perfetto.