Dita tra le lenzuola casa vuota martedì pomeriggio

7 visualizzazioni 10:42 Masturbazione
(0)
Ho i capelli incollati alla guancia e la vestaglia color salvia aperta fino all'inguine. Le dita scivolano tra le pieghe della figa bagnata, lente, precise, mentre il martedì pomeriggio si spegne fuori dalle persiane. Lo scooter sotto le finestre parte ogni tanto, rombando in strada, ma io resto qui, sul bordo del letto sfatto, con le lenzuola stropicciate sotto i talloni. La camera è ferma, 85mm aperto a f/2.8, inquadra tutto, il polso che gira, le nocche che si tendono, il labbro inferiore che mi mordo. Sento il calore salire lungo le cosce, il fiato corto che non trattengo più. L'acqua della doccia scorre in bagno, un rumore costante che copre solo in parte il suono delle dita che vanno e vengono. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno cattura ogni respiro, ogni gemito strozzato. Non guardo l'obiettivo, guardo lo specchio inclinato, dove vedo il mio collo piegato, gli occhi chiusi, la bocca semiaperta. Il verde bottiglia delle tende filtra la luce, la stanza sa di sudore e di cotone caldo. Moka stretta sul fornello, non la spengo. Io decido quando rallentare, quando fermarmi, quando riprendere. Nessuno mi dice come muovermi. Le ginocchia tremano, le dita affondano, il pollice trova il clitoride e ci resta. Un brivido mi attraversa, lungo, violento. Sbotto senza rumore, solo un sussulto, le spalle che si bloccano, la testa che cade all'indietro. Poi respiro. Basta. Solo il respiro e il silenzio che torna. La vestaglia mi scivola da una spalla. Non la sistemo. Aspetto che il cuore si calmi. Aspetto che il mondo fuori riprenda a girare. Aspetto che il prossimo ciak cominci.