Vestaglia aperta telefono in mano dita tra le cosce

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Sento il vetro freddo dell'app contro il clitoride mentre allargo le gambe sul materasso sfatto. Il respiro si spezza quando vedo la sua ombra sulla porta del bagno acceso. Lascio cadere il cellulare tra i cuscini bagnati. Resto. Ferma col culo all'aria e la faccia nel guanciale. Lui entra senza bussare come previsto dal copione. La luce del tramonto filtra dalle persiane di legno scrostate tingendo di arancio sporco le lenzuola Bassetti spaiate. Occhiali da sole sopra un libro ecru sul comodino bloccano la visuale della telecamera laterale. Mi giro lentamente mostrando i capezzoli induriti sotto la seta trasparente. Faccio cenno con due dita verso la bocca aprendomi completamente. Lui si inginocchia alle mie spalle afferrandomi i fianchi con pollice destro sulla fessura già fradicia. Sposto la testa all'indietro sentendogli sbottonare i jeans col naso contro il collo caldo. Spingo indietro coi talloni per farmelo addosso tutto insieme. Un microfono ventosa nascosto sotto il bordo della vestaglia registra ogni ansimo distorto dai bassi del vicino al piano sopra. Infilo tre dita dentro mentre lui mi succhia il cazzo fuori dai pantaloni strappati in fretta. Gli prendo le palle col palmo sudato prima che mi pieghi in avanti per il pompino prolungato senza pause per respirare. Cambio ritmo quando sento vibrare l'iPhone sotto il cuscino ma non mollo neanche se so che è una notifica WhatsApp in pausa a schermo spento perché ho deciso io quando farlo entrare, ora voglio solo sentirgli lo sperma sulla nuca dopo aver preso tutto fino in fondo con movimenti secchi dei fianchi liberi dalla vestaglia aperta che penzola dal letto come bandiera bianca abbandonata.