Vestaglia aperta telefonata porno trio masturba
La vestaglia color salvia mi scivola giù dalle spalle mentre tengo il telefono con la sinistra e masturbo con la destra. Sudore sulla fronte dalla doccia appena finita ancora tiepida sulla schiena. Il vetro dello smartphone riflette le mie labbra semiaperte e gli occhi socchiusi fissi sull'obiettivo. Ho sentito l'acqua scorrere per venti minuti prima di accendere la videocamera ma non ho aspettato che evaporasse tutto. Blu navy delle lenzuola stropicciate sotto i talloni quando sollevo un piede per cambiare angolo. Il cavo del caricabatterie penzola dal materasso come un serpente arrotolato a metà tra me e chi riprende. Mi piace sapere che vedono ogni spasmo dei polpastrelli sulla clitoride gonfia e umida di lubrificante a base d'acqua. Una delle due donne si avvicina con uno zoom stabile tenuto basso all'altezza dell'anca - ottantacinque millimetri aperto a f/2.8 - così nitido che si distinguono i peli bagnati attorno alle grandi labbra dilatate dal mio stesso ritmo crescente. L'altra mi sfiora il collo senza toccarmi veramente ma col fiato corto che anticipa il climax. Io decido quando accelerare, io seguo solo le mie pause, io controllo se mostrare o nascondere quel momento preciso in cui trattengo il respiro. Lei sceglie il ritmo della seconda ripresa laterale mentre io sospiro forte verso l'obiettivo principale. Moka stretta sul fornello spento da ore ma nessuna di noi pensa al caffè. Tre paia di mutande buttate vicino alla porta del bagno aperta, luci basse filtrate dalle persiane mezze abbassate. Fiato rotto, mani ferme sui telefoni HD pronte a registrare fino all'ultimo tremito dopo lo sborro interno simulato col dildo blu lasciato acceso sul comodino poco prima.