Donna matura sotto la doccia con latte caldo

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Io resto ferma sotto il getto freddo che mi scende dalla clavicola ai fianchi larghi mentre sento il primo brivido lungo la schiena. La vestaglia color ambra è appesa alla maniglia del bagno col bordo strappato dove ha ceduto ieri sera durante il secondo ciak. Fiato corto contro le mattonelle beige chiaro mentre lui si china a pulire col sperma che cola giù tra le mie gambe aperte. Acqua mista a sudore. Lubrificante. A base d'acqua scorre nei solchi delle piastrelle vecchie di quarant'anni. Sento il microfono lavalier premere leggermente contro il seno sinistro nascosto nel bordo del reggiseno di pizzo nero mentre trattiene ancora qualche parola strozzata della scorsa sequenza. Il vetro della cabina è appannato solo in alto dove la temperatura sale dal pavimento riscaldato ma qui in basso resta trasparente per via del getto diretto sui polpacci tesi. Un filo bianco di saliva mi cade dal mento finendo sulla spalla bagnata subito lavato via dall'acqua corrente. Lui tiene gli occhi fissi sul mio culo largo mentre passa la salvietta umida tra le pieghe più calde senza fretta precisa né urgenza falsa solo movenze studiate come se dovesse tornarci domani mattina allo stesso modo esatto identico ogni volta lo stesso rituale lo stesso ingresso lo stesso finale previsto ma mai recitato perché io decido quando chiudere l'acqua, fermare le riprese ed è questo che conta non altro non posso permettermi distrazioni adesso con la tenda di garza bianca alla finestra che filtra una luce morbida simile a quella delle sei e mezza quando la moka stretta sul fornello comincia a gorgogliare piano piano piano fino all'allarme acustico che nessuno sente più ormai perché tutti dormono tranne noi due qui dentro con addosso solo odore di cloro residuo odore di donna usata bene odore vero non ricostruito né imbastito per caso ma voluto cercato trovato preservando ogni dettaglio compreso quel sapore amaro sulla lingua dopo aver urlato troppo forte compreso quel tremolio nelle ginocchia dopo essersi tenuti troppo tempo sul limite compresa questa calma improvvisa ora che tutto finisce quasi senza rumori quasi senza gesti quasi senza nulla se non un respiro profondo un ultimo sguardo uno stop silenzioso.