Vedova tettona scopata in hotel al primo pomeriggio

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Albergo fuori città prima rampa autostradale stanza otto seconda fila interna senza vista esterna. La luce del primo pomeriggio filtra da tende pesanti mezzo scostate lasciando strisce oblique sul pavimento laminato freddo. Una valigia aperta ai piedi dell'armadio scorrevole mostra mutande piegate e un perizoma nero abbandonato su una scarpa col tacco. Sul comodino sinistro un bicchiere con fondo di Campari sudicia acqua. Chiavi. Della Vespa lasciate vicino al telefono spento. Notifica WhatsApp in pausa illumina lo schermo bloccato nome Marco cancellato ore dieci minuti fa. Lei siede sul bordo letto materasso duro affonda poco sotto i fianchi larghi cosce nude premute insieme. Indossa una vestaglia color ruggine lino misto seta maniche corte bottoni dorati tre slacciati seni grossi pesanti fuori coppe ferretto allentate. Il fonico chiede silenzio prima del battito due telecamere fisse una frontale ottanta cinque millimetri aperto a f/2 punto otto softbox a quarantacinque gradi controluce leggero nebbia artificiale appena visibile tra loro. Si alza lentamente scioglie nodo vita stoffa cade ai polsi poi a terra figura piena contro parete beige screpolata vernice vecchia anni settanta. Avanza verso uomo giovane barba corta occhiali da sole infilati in tasca giacca sportiva sgualcita spalla destra macchiata caffè fresco. Lo guarda negli occhi mentre gli abbassa pantaloni mano ferma precisa decisa lui trattiene respiro palpebre tremolano ma non batte ciglio quando le dita raggiungono il cazzo già duro caldo pulsante sotto cotone elasticizzato. Lei sceglie il ritmo decide quando inginocchiarsi decide quando prendere tutto fino in gola labbra umide guance incavate movimento lento profondo senza fretta senza pause lunghe sequenze continue riprese notturne attivate automaticamente dopo soglia luminosità camera scende sotto venti lux sensore ambiente registra audio stereo bilanciato microfoni direzionali angolo settanta gradi campo medio focus pull manuale operatore terzo ciak seguito subito da cambio posizione lei piegata pecorina culo alto seni penzoloni oscillano ad ogni colpo bacino indietro incontro spinta forte veloce sudore sulla nuca collo spalle scivola lungo colonna vertebrale fino alla fossetta sacrale dove si raccoglie piccola pozza trasparente riflette lampada neon soffitto lucido cromato vibrazioni lievi molla molleggio testiera inchiodata parete sinistra nessun rumore proveniente corridoi porte ben isolate moquette alta densità assorbente acustico finale sdraiati pancia all'aria respirazione pesante petti sollevati braccia distese lungo i fianchi lenzuola macchiate angolo destro sangue mestruale vecchio o lubrificante a base d'acqua evaporato entrambi fissano soffitto crepe forma continente africano nessuno parla nessuno muove più nulla se non pollice sinistro di lei che sfiora capezzolo destro ormai flaccido ancora bagnato saliva mista sale epidermide stanca soddisfatta sazia completamente vuota.