Nonna esperta tettona domina in salotto anni settanta
Salotto di appartamento anni Settanta ristrutturato male lampadari in ottone polverosi e pareti con carta da parati strappata lungo le fughe dei pannelli divisori Una donna mora sui sessanta sta seduta sul bordo del letto matrimoniale con le cosce larghe e i talloni sollevati appoggiati ai listelli del pavimento Le sue calze a rete color ruggine scendono fino alle caviglie tenute ferme da giarrettiere elasticizzate Il seno grosso, sodo preme contro la stoffa lisa della vestaglia aperta che lascia vedere il capezzolo scuro e duro Lui entra dalla porta secondaria senza bussare si ferma appena dentro l'inquadratura come se aspettasse un cenno Lei lo squadra dall'alto al basso poi indica il pavimento davanti a sé con due dita Lui si inginocchia lentamente mentre lei allarga ancora di più le gambe Il fonico chiede silenzio prima del battito La cinepresa fissa un primo piano ravvicinato con obiettivo 85mm aperto a f/2.8 che coglie ogni peluria sulla sua figa depilata ma umida Lei prende il cazzo tra le mani lo guida verso l'interno senza fretta controllando l'affondo Si sposta sopra di lui in posizione missionaria muovendosi piano decisa precisa Ogni movimento è studiato ogni respiro sincronizzato Sul giradischi un vinile è fermo su un brano jazz degli anni Ottanta Sabato sera tardi fuori piove ma nessuno dei due ci fa caso La stanza odora di caffè vecchio e sudore femminile muschiato Moka stretta sul fornello spento da ore Persiane chiuse ma una striscia di luce filtra dalle lamelle inclinate Caldo afoso nell'aria immobile Lei sceglie il ritmo decide quando accelerare quando fermarsi quando voltarsi Di nuovo carponi culo alto spalle abbassate testa rivolta al muro Lui entra da dietro afferrandole i fianchi pieni stringendo forte I muscoli delle cosce tremano per lo sforzo prolungato Sudore sulla nuca bassi attraverso il muro la mano sinistra di lui alla base della sua schiena Un gemito breve poi silenzio Nuova rotazione laterale entrambi sdraiati su un fianco ancora uniti respiro pesante occhi aperti fissi nel vuoto Nessun sorriso nessuna parola conclusiva Solo quiete dopo lo sfogo.