Specchio appannato telefono acceso sborra dentro
Bagno piccolo, specchio inclinato appannato in un angolo. Io in piedi con la vestaglia color salvia aperta sul davanti, piedi nudi sulle piastrelle fredde. Il telefono appoggiato sul bordo del lavandino riprende in 1080p, notifica WhatsApp in pausa sullo schermo. Sento il calore tra le cosce, le dita scivolano lente sulla figa già bagnata. Il vetro riflette ogni movimento, i seni dondolano leggeri quando mi piego. Lui entra senza fare rumore, lo vedo nello specchio, cazzo già duro in mano. Non parla, si avvicina, mi spinge contro il lavandino. Fiato caldo sul collo, mani sui fianchi. Io decido quando accelerare, quando stringere le dita. La doccia continua a gocciolare alle mie spalle, vapore nell'aria. Lui mi penetra da dietro, spinte lunghe, ritmo mio. Sudore sulla schiena, rumore di pelle su pelle. Il mio gemito esce strozzato, lo mando giù. Lui sborra dentro, caldo che mi riempie. Resto ferma, sento ogni pulsazione. Fuori, uno scooter sotto le finestre accende il motore, vado in tilt. Il verde bottiglia della vestaglia si macchia di sperma. Tre ciak, preso al primo. Lavalier nascosto sotto il reggiseno cattura ogni respiro. 85mm aperto a f/2.8 sul primo piano. Io sciolgo le dita, chiudo gli occhi. Venerdì sera, nessuno ci disturba. Il telefono continua a registrare. Io annuisco. Basta così. Spegniamo tutto. Nessun bisogno di ripetere. Il silenzio torna, con l'eco del piacere ancora addosso. Nessun suono, solo il gocciolio. Io mi sistemo la vestaglia. Lui raccoglie i jeans. Nessun abbraccio. Solo un sorriso. Poi via. Camera spenta. Io resto. Ancora un minuto. Poi spengo.