Mora sola dopo doccia martedì pomeriggio

10 visualizzazioni 15:00 Masturbazione
(0)
Martedì pomeriggio. L'appartamento è vuoto. Sento il calore della doccia appena spenta sulla pelle mentre mi guardo allo specchio inclinato. La vestaglia color salvia è aperta lungo i fianchi. Le mani scivolano sui fianchi larghi e risalgono ai seni pesanti. Il vetro appannato riflette solo ombre, contorni sfocati. Mi mordo il labbro inferiore vedendo la figa lucida tra le cosce strette. Il rubinetto che gocciola nel bagno fa tic tic ogni sei secondi netti - lo sento anche qui dentro. Le lenzuola nere opache sono già stese sul letto matrimoniale del salotto piccolo ma ordinato - nessuna piega fuori posto tranne quella dove mi siedo ora per prima volta col culo all'aria verso la telecamera principale montata su cavalletto basso con obiettivo 85mm aperto a f/2.8. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno capta ogni respiro spezzato quando infilo due dita dentro di me senza preliminari né dolcezza. Non c'è bisogno di fingere. Sento l'odore acre della mia fica bagnata mescolarsi al profumo residuo della moka stretta sul fornello acceso prima dell'inizio delle riprese. Una notifica WhatsApp in pausa lampeggia silenziosa sul comodino vicino al vibratore spento ma visibile. Scivolo supina col ginocchio destro sollevato verso il soffitto screpolato. Lei sceglie il ritmo fin dall'inizio - nessuno mi dice come toccarmi qui dentro. Ogni affondo è deciso da me, ogni gemito registrato in diretta senza doppiaggio successivo. Lo specchio riflette solo una porzione del mio corpo ma basta per vedere quando stringo gli occhi e sborro piano col pollice sul clitoride gonfio. Sudore freddo sulla fronte, smalto rosso scheggiato sull'alluce sinistro, fiato cortissimo nell'ultimo minuto prima dello stop naturale.