Mora sola col vibratore prima dell'uomo vero

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Bagno piccolo con piastrelle bianche e grigie, luce al neon sopra lo specchio inclinato che riflette le gambe aperte della mora. Lei indossa una vestaglia color salvia legata appena sotto il seno - la stoffa scivola a terra scoprendo il perizoma nero in pizzo macramé. Dita già bagnate tra le labbra della figa mentre fissa la propria immagine distorta nello specchio incrinato. Lui entra silenzioso dal corridoio - ginocchia sul tappeto umido accanto al bidet - le abbassa il perizoma con un gesto solo e affonda due dita dentro di lei senza chiedere. Sudore sulla nuca, respiro corto quando lui aggiunge un terzo dito e comincia a pompare veloce - pollice che preme sul clitoride gonfio sotto la luce fredda del neon. Lei si piega in avanti appoggiando i palmi contro le piastrelle fredde - schiena arcuata come un arco - lui estrae il cazzo duro e lo strofina tra le natiche sode prima di entrare con una spinta secca da dietro. Pecorina profonda contro il muro - palle che sbattono sul culo rosso acceso - mani di lei aggrappate al lavandino mentre viene con un gemito strozzato che rimbomba nel box doccia vuoto. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno cattura ogni ansimo mentre lei sceglie il ritmo muovendo i fianchi all'indietro verso di lui che aumenta la presa sui fianchi ossuti. Diffusione 1/4 sul primo piano mostra ogni contrazione della figa intorno alla cappella del cazzo quando sborra dentro con tre colpi finali secchi - sperma che cola lungo l'interno coscia sinistra macchiando le calze a rete strappate all'inguine. Silenzio rotto solo dal gocciolio della doccia aperta da ore e dalla moka stretta sul fornello nella cucina accanto.