Masturbazione italiana davanti allo specchio inclinato
Soffitto bianco screpolato sopra il bagno di un appartamento al secondo piano. La doccia scorre ma nessuno ci entra. Un bicchiere d'acqua mezzo pieno tremola sul lavandino accanto al phon spento. Lei compare nello specchio inclinato, vestaglia color tortora aperta sui fianchi, piedi nudi contro la piastrella fredda. Il fonico chiede silenzio prima del battito - tratteniamo il respiro fuori campo. Lei sceglie il ritmo fin dall'inizio, indice destro che scivola lungo la figa già umida, pollice sinistro che preme sul clitoride gonfio. Tre macchine fisse registrano ogni movimento - una dal soffitto col grandangolare coperto da pro-mist davanti alla luce chiave diffusa a 1/4 nel primo piano dello specchio retrovisore montato sulla parete opposta alla cabina doccia aperta senza tenda né vetro divisorio. Sudore sulla fronte sotto i capelli raccolti male con un fermaglio rotto. Ogni gemito è sincronizzato col respiro corto che vibra nei baffi del microfono lavalier nascosto sotto la cintura della vestaglia abbandonata ai talloni scalzi ormai arrossati dalle pressioni continue contro il pavimento duro mentre lei aumenta la velocità delle dita dentro di sé aprendosi con due mani come se tirasse le labbra vaginali verso l'esterno mostrando tutta la carne rosa pulsante illuminata dalla lampada circolare da barba attorno allo specchio industriale presa al primo ciak senza rilanciare mai perché era perfetto così com'era girato subito dopo aver firmato il rilascio davanti alla telecamera secondaria posizionata vicino al water coperto da tappeto igienico blu chiarissimo quasi grigio cenere come i suoi occhi quando sbatte le palpebre guardandosi negli occhi mentre viene con un singhiozzo strozzato. Poi. Si ferma lascia ricadere le braccia e sorride appena senza parlare.