Dita tra le lenzuola mattina presto cuscino stropicciato
L'appartamento è vuoto, la luce del mattino filtra dalle persiane di legno scrostate. Lei è sdraiata sul letto matrimoniale, lenzuola di cotone Bassetti spaiate, una gamba piegata, l'altra distesa. Indossa solo una vestaglia color salvia aperta sul davanti, i seni scoperti, il capezzolo teso. La mano destra scivola tra le cosce, dita bagnate che sfregano il clitoride con pressione crescente. Il cuscino di velluto stropicciato è stretto contro il fianco sinistro, assorbe il sudore del movimento. La telecamera fissa in campo medio, diffusione 1/4 sul primo piano, cattura ogni tremito. Il fonico chiede silenzio prima del battito, la stanza si fa pesante. Lei sceglie il ritmo, nessuna fretta, solo pressione precisa. Il respiro si spezza, la bocca si apre, non emette suono. La sinistra afferra il bordo della testiera, le unghie con smalto rosso scheggiato graffiano il legno. Il ginocchio destro si alza, apre di più, le dita entrano in profondità, due poi tre, pompano veloci. Un gemito strozzato, la fronte si imperla. La moka stretta sul fornello in cucina inizia a fischiare, il vapore esce a singhiozzi. Lei non si ferma, spinge il bacino in avanti, inarca la schiena, la vestaglia scivola via. Il primo orgasmo arriva silenzioso, le gambe tremano, la mano destra si ferma, resta dentro. Poi riprende, più forte, più veloce, le dita frustano la figa gonfia. Il secondo picco la inchioda, la testa sbatte contro la testiera, gli occhi si rovesciano. Resta ferma, ansimante, la mano ancora sepolta, il respiro pesante. Il vapore continua, il silenzio torna. Lei estrae le dita lentamente, le guarda, le lecca. Il cuscino è storto, macchiato. La telecamera resta, nessun tag.