Vestaglia nera opaca cucina ora aperitivo matrigna casalinga

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La vestaglia nera opaca scivola su una spalla mentre si china verso l'isola di marmo freddo. Il bicchiere di Negroamaro trema leggermente sul tavolo dopo che lo posa con dita ferme ma cariche. Lui è fermo contro il frigo, braccia larghe come se aspettasse qualcosa che sa già arrivare. Non parlano ma l'aria cambia quando lei gli sfiora la cintura con le nocche. Il primo bottone salta senza fretta. La zip scende piano sotto la pressione del pollice destro di lei che non guarda in camera ma sa delle luci accese oltre la porta socchiusa del salotto dove una cinepresa fissa riprende da tre metri, mezzo senza zoomare mai troppo vicino ai volti per non rompere la distanza giusta tra osservatore e scena reale. Le calze autoreggenti nere si tendono quando si inginocchia sulle piastrelle fredde dell'ora dell'aperitivo persa nel tempo. Il cazzo esce duro fuori dai boxer grigi e lei lo prende alla base con presa sicura prima di chiudere le labbra intorno alla punta gonfia. Sudore sulla fronte di lui quando emette un sospiro basso che fa muovere appena il microfono direzionale piazzato sopra lo stipite della finestra dove il fonico chiede silenzio prima del battito più lungo. Lei sceglie il ritmo fin dall'inizio e regge ogni movimento anche quando lui prova ad afferrarle i capelli per accelerare. La luce morbida del softbox a 45 gradi illumina solo metà del suo collo teso mentre succhia forte tirando indietro la testa ogni volta che sente lui spingere dentro la bocca fino alla gola. Un anello d'oro antico brilla al dito medio sinistro quando batte due colpi leggeri sul fianco destro di lui per fermarlo un attimo prima di riprendere tutto da capo.