Matrigna in cucina vestaglia aperta cavalcata al tavolo

6 visualizzazioni 8:27 Mamme
(0)
Il sole dell'ora di pranzo taglia la cucina in due, luce bianca sul marmo freddo. Io sono seduta sul tavolo, vestaglia color salvia aperta sulle cosce, piedi scalzi sul bordo del piano. Lui mi guarda dal centro della stanza, cazzo già fuori dai pantaloni. Non parliamo. Mi sposto in avanti, le natiche al limite del legno. Lui si avvicina, afferra le mie anche. Io sento il calore del suo corpo prima ancora del contatto. La prima spinta entra tutta, mi fa sbattere la schiena contro la parete. Sudore subito sulla fronte, fiato corto. La cinepresa è fissa in basso, 85mm aperto a f/2.8, inquadra il punto esatto dove il suo cazzo scompare nella mia figa. Io muovo i fianchi, decido il ritmo. Lui prova a spingere più forte, io gli appoggio una mano sul petto. Fermo. Riprendo io. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno cattura ogni ansimo, ogni schiocco della pelle. La moka stretta sul fornello inizia a gorgogliare, nessuno ci pensa. Io scivolo giù, vado in ginocchio sul pavimento di cotto. Gli prendo il cazzo in bocca, solo la punta, poi mi alzo. Torno sul tavolo. Lui mi penetra da dietro, mani nei capelli. Io vedo la chiave di casa sul comodino in fondo al corridoio. Sapore di sale sulle labbra. Poi mi gira, mi fa sdraiare. Spinte lunghe, profonde. Io annuisco. Lui sborra dentro. Calore denso che mi riempie. Resto ferma. Il mio smalto rosso scheggiato brilla sotto la luce. Fiato che torna piano. Rosa antico sulle tende. Nessuno parla. Io chiudo gli occhi. Sento ancora il suo cazzo che pulsa dentro di me. Poi mi alzo. Piano. La vestaglia cade a terra. Io vado verso il lavandino. Bevo un sorso d'acqua. Il video continua.