Tettona padrona domina in cucina mattina presto

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Una vestaglia di seta tortora scivola dalle spalle mentre i seni pesanti oscillano sotto la luce fioca del lampadario a bracci. I capezzoli scuri puntano dritti avanti come se sfidassero la gravità stessa. Le calze a rete attaccate ai collant si tendono lungo le cosce larghe mentre cammina scalza sul pavimento di piastrelle bianche, nere. Un bicchiere d'acqua mezzo pieno tremola sul bordo del lavandino quando appoggia una mano per tenersi in equilibrio. Gli occhi fissano quelli del ragazzo inginocchiato senza battere ciglio prima che le sue dita afferrino forte la cintura della vestaglia e gliela strappino via. La stoffa cade a terra formando un alone intorno ai suoi piedi nudi con lo smalto rosso scheggiato sull'alluce sinistro. Lui abbassa la testa tra le gambe ma viene fermato da un cenno secco del mento - non ancora. La cinepresa fissa tutto con un obiettivo 85mm aperto a f/2.8 che taglia fuori il resto dell'appartamento borghese - solo cucina illuminata dal neon sopra i pensili. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno registra ogni respiro profondo mentre lei decide quando farlo riprendere dal basso verso l'alto. Lei sceglie il ritmo e detta ogni movimento con precisione chirurgica - pollice destro che preme sulla nuca, moka sul fornello spento da ore, persiane semiabbassate che fendono la luce del venerdì sera. Sudore sulla fronte, mani sudate sui fianchi, pelle tesa sotto pressione. Nessun sorriso. Solo comando. Ogni gemito è permesso solo dopo averlo chiesto. Velluto dei divani nell'altra stanza mai toccato. Tutto accade qui. Sul freddo tavolo di formica dove i documenti erano poggiati fino a poco fa. Ora spostati per fare posto al culo largo piegato all'indietro mentre lui entra dentro con un colpo secco guidato dalla sua stessa mano destra che punta dritta al bersaglio.