Padrona in vestaglia di seta con due uomini

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Salotto di appartamento borghese, pareti in tonalità tortora, luce calda dei neon a soffitto. La padrona in vestaglia color salvia, seta leggera che scivola su spalle affilate. I due uomini entrano, scarpe da città sul parquet, sguardi fissi sulla figura ferma davanti alla libreria in legno laccato. Lei scioglie il nodo della vestaglia, la stoffa cade ai piedi, resta in perizoma nero, reggiseno a balconcino. Pelle chiara, seno pieno, ventre piatto. Uno dei due si inginocchia, le bacia l'interno coscia, sale con la lingua fino al bordo del tessuto. L'altro le prende i capelli, la bacia con forza, le mani sui fianchi. Si spostano in camera, letto matrimoniale con lenzuola Bassetti spaiate, una piegata, l'altra stropicciata. Lei si sdraia, guida le mani di entrambi sul suo corpo, indica dove toccare. Il fonico chiede silenzio prima del battito, la cinepresa fissa il primo piano del viso mentre geme. Softbox a 45 gradi illumina il sudore sulla clavicola. Uno le apre le gambe, lecca la figa con movimenti lenti, poi rapidi. L'altro si masturba davanti a lei, il cazzo duro in pugno. Lei sceglie il ritmo, alza i fianchi, lo prende in bocca, succhia con pressione. Poi si gira, si mette a pecora, lo accoglie nel culo, spinge indietro. L'altro le sborra in faccia, spruzzi caldi sugli zigomi, sul naso, sulle labbra. Lei apre la bocca, ne prende un filo sulla lingua. Sabato sera tardi, il silenzio del palazzo rotto solo dai gemiti, dallo schiocco della pelle. Sudore sulla schiena, mani sui fianchi, un anello d'oro al dito anulare che luccica sotto la luce. Lei si gira, si sdraia, guarda la telecamera, non sorride. Respira.