Matrigna timida nella cucina moderna durante cavalcata

15 visualizzazioni 5:08 Mamme
(0)
Io sento il freddo del marmo sulla pancia quando mi appoggio al bancone della cucina. La vestaglia verde acqua è aperta lungo i fianchi, le maniche arrotolate sopra ai gomiti. Fuori le tapparelle sono abbassate a metà ma la luce della domenica mattina filtra lo stesso tra le stecche di legno scuro. Il primo uomo mi prende da dietro mentre sto ancora cercando equilibrio con una mano sulla bottiglia d'olio vuota. Sento il suo cazzo aprirmi piano ma non rallenta finché non ansimo forte abbastanza da farmi sentire anche dal microfono nascosto sotto il reggiseno che porto solo per questa ripresa specifica perché so che verrà fuori bene nell'inquadratura ravvicinata dove vedrai ogni mio movimento delle labbra mentre dico sì chiaro e distinto senza bisogno di doppiaggio successivo perché abbiamo deciso entrambi che sarebbe stato meglio così fin dall'inizio della giornata dopo aver parlato col fonico separatamente prima dell'inizio delle riprese vere, proprie dove ho firmato personalmente tutte le autorizzazioni necessarie davanti alla cinepresa principale montata su treppiede stabile vicino al tavolo con sopra la moka spenta e mezza piena come segnale visivo del tempo reale trascorso da quando siamo entrati qui dentro insieme senza fretta né pressione alcuna io decido quando accelerare ed è proprio quello che faccio adesso spingendomi indietro contro di lui fino a farlo gemere forte mentre cambio posizione andando verso il salotto dove l'altro uomo aspetta seduto sul bordo del divano con addosso solo l'uniforme blu scuro stirata male sui polpacci muscolosi io gli vado incontro lentamente tenendo sempre controllo totale del ritmo e dell'intensità guardandolo negli occhi prima di inginocchiarmi e prenderglielo in bocca con calma sapendo perfettamente cosa funziona meglio per questo tipo particolare di scena costruita attorno all'obiettivo fisso 85mm aperto a f/28 per cogliere ogni minimo dettaglio dei miei gesti precisi e misurati anche se apparentemente spontanei poi mi sollevo tornando in piedi muovendomi tra loro due come meglio credo scegliendo esattamente chi voglio cavalcare ora precisamente qui sul divano stretto dove finalmente lascio andare tutto quel controllo accumulato fino a questo momento sborrandogli addosso senza più freni né limiti pur mantenendo sempre lucidità completa su ciò che sto facendo perché è mia decisione sin dall'inizio.