Matrigna tettona in cucina al mattino festivo
Cucina di appartamento borghese al secondo piano con persiane aperte su cortile interno. Luce mattutina filtrata da diffusione 1/4 sul primo piano. Vestaglia color salvia scivola dalle spalle larghe della matrigna mentre versa il caffè nella moka stretta sul fornello. Chiavi della Vespa sul tavolo accanto a un bicchiere mezzo pieno di latte freddo. Figliastro seduto sulla sedia di legno impagliata, occhi fissi sui seni pesanti che oscillano appena sotto la seta. Silenzio rotto solo dal gorgoglio del caffè che sale. Il fonico chiede silenzio prima del battito ma nessuno risponde. Lei posa la caffettiera con calma studiata. Ginocchia del ragazzo si aprono lentamente per farle posto tra le gambe. Mani grandi afferrano i fianchi larghi sopra il bordo della vestaglia tortora mai completamente allacciata. Tessuto scivola giù su un braccio nudo sudato. Primo contatto delle labbra intorno alla punta già bagnata del cazzo eretto fuori dai boxer grigi logori. Succhio profondo senza preliminari verbali né musica d'ambiente. Sudore sulla fronte ampia della donna mentre piega le reni per prenderlo più giù in gola. Lei sceglie il ritmo con movimenti brevi. Ripetuti. Della testa rasentando il pavimento piastrellato chiaro sporco nell'angolo sinistro dell'inquadratura fissa da tre secondi e mezzo senza taglio montaggio o zoom forzato perché richiesto dalla direzione artistica ma non confermato dal regista ancora fuori campo finché non batte le mani due volte come segnale per cambiare angolazione a macchina B tenuta ferma da assistente tecnico invisibile ai margini dello schermo dove si vede riflesso uno specchio ovale incrinato appeso male sopra un appendigiacche arrugginito.