Matrigna padrona scoperta nella doccia del sabato sera
Bagno illuminato dalla lampada alogena sopra lo specchio incrinato. La matrigna chiude la porta con un calcio col tallone sinistro scalzo. Vestaglia color tabacco slacciata cade ai polpacci mentre cammina verso la cabina doccia in vetro smerigliato opaco. I capelli raccolti in uno chignon alto mostrano la nuca sudata sotto la luce diretta. Entra nell'acqua calda che tamburella sulla ceramica bianca screpolata dal tempo. Si bagna i seni pieni premendoli con le mani aperte poi scivola giù con una mano tra le cosce larghe divaricate sulle piastrelle fredde del pavimento bagnato. L'inquadratura POV parte dal basso attraverso una fessura nella tenda semiaperta. Ogni movimento è ripreso da una GoPro Hero9 montata su treppiede nano da terra umido. Il microfono interno registra il respiro affannoso misto al getto d'acqua costante e al gocciolio dal soffione arrugginito. Lei si china avanti poggiando i palmi sulle piastrelle inclinate per massaggiarsi il clitoride gonfio con due dita piegate dentro di sé fino al secondo nodo. Un gemito strozzato esce dalle labbra socchiuse quando aumenta il ritmo dei fianchi contro il palmo destro che preme dall'esterno. Il regista cambia angolo a metà ciak spostando l'obiettivo da campo medio a primo piano ravvicinatissimo sull'inguine lucido d'acqua. Sapone. Verde menta. Lente 85mm aperto a f/2.8 tiene fuoco selettivo sul pelo pubico rasato netto intorno alla figa pulsante mentre lo sfondo decade in macchie verdi, arancioni del box doccia sporco. Sul lavandino sgocciolante resta un orecchino sinistro perso durante lo slaccio veloce della vestaglia poco prima. Lei sceglie il ritmo muovendo i fianchi all'indietro verso l'interno delle cosce tremanti finché non viene con un singulto breve trattenuto nei denti serrati. Sudore sulla fronte cola via sotto il getto continuo dell'acqua calda che scorre ancora lungo le natiche tonde distese mentre esce dalla cabina senza voltarsi indietro.