Matrigna in cucina pecorina con due uomini
Cucina di appartamento borghese al primo chiarore dell'alba. La matrigna entra scalza, vestaglia color salvia aperta sul davanti, capelli sciolti sulle spalle. Il lavello è pieno di tazze della sera prima. Sopra il piano cottura, la moka stretta sul fornello inizia a gorgogliare. Lei si china, prende una tazza, la mano di lui già sulla sua nuca. La spinge piano contro il tavolo di legno chiaro. La vestaglia scivola a terra. Sotto, niente. Pelle chiara, fianchi larghi, culo alto. Lui entra da dietro, cazzo in mano, lo appoggia sulla fessura bagnata. Lei non resiste, anzi, spinge indietro. Il secondo uomo si avvicina da davanti, cazzo eretto, lo infila in bocca. Inquadratura stretta con 85mm aperto a f/2.8, primo piano sulle labbra che si allargano. Il fonico chiede silenzio prima del battito. Lei sceglie il ritmo, alza, abbassa la testa, muove il bacino a tempo. Sudore sulla fronte, respiro corto. Il terzo uomo in piedi, aspetta il cambio, si masturba lentamente. Lei viene piegata in pecorina sul pavimento, ginocchia sulle piastrelle fredde. Lui dietro spinge forte, colpi secchi, pelle che sbatte. L'altro le tiene i capelli, la costringe a guardare in camera. Sul letto nella stanza accanto, il cavo del caricabatterie penzola a terra, telefono acceso schermo ecru. Lei ansima, stringe i denti, poi apre la bocca. Lui sborra fuori, schizzi sulle natiche, uno colpisce il polpaccio. Silenzio. Solo il respiro. La moka smette di fischiare. Lei si rialza, raccoglie la vestaglia, non dice niente. Scompare nel corridoio. La telecamera resta fissa sul tavolo, macchia umida sul legno. Fine ciak.