Vicina matura scopata sul divano del salotto
Salotto al secondo piano, luce verde acqua filtra dai vetri smerigliati, persiane di legno scrostate lasciano passare il respiro del quartiere. La vicina entra con la vestaglia color salvia, slacciata appena sotto il seno, i piedi scalzi sul parquet consumato. Occhiali da sole posati su un libro aperto, Copernico, pagina ventidue. Chiavi del Vespa sul tavolo, accanto a una tazza di caffè freddo. Lei si siede sul divano in pelle scamosciata, le cosce larghe, il perizoma in pizzo macramé già umido. Lui in ginocchio, mani sui fianchi, spinge forte, cazzo dentro fino ai coglioni. Primo piano sul collo, sudore che cola sulla clavicola. Il regista cambia angolo a metà, lei dirige l'angolazione con un cenno del mento. Softbox a 45 gradi illumina il bacino, ombre nette sui glutei contratti. Penetrazione frontale, ritmo serrato, palle che sbattono sul culo. Lei afferra il polso di lui, tiene il tempo, guida la spinta. Sudore sulla spalla, bassi attraverso il muro, la mano di lui alla gola. Lei annuisce. Climax preso al primo ciak, sborra calda sul monte di Venere, dita che spalmano. Vestaglia cade a terra, segno di scena completato. Continuità rispettata, nessun oggetto fuori posto. Libro chiuso, occhiali riposti, silenzio dopo il battito.