Vicina italiana preme matrigna contro pensili cucina

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Il sole del tardo pomeriggio taglia la cucina in diagonale illuminando polvere sospesa sopra il lavandino. Io resto appoggiata al bancone di marmo freddo la vestaglia color salvia mezza slacciata sul seno sudato. Lei entra senza bussare chiavi della Vespa ancora in mano occhi bassi labbra strette. Parla del water rotto nel bagno delle scale io annuisco sento il fiato corto ma non dico nulla. Le nostre dita si sfiorano prendendo la moka stretta sul fornello, qualcosa scatta un brivido lungo la schiena fino al culo. Mi spinge contro i pensili respiro forte sento le tette premere sulla sua uniforme blu scuro calze a rete tirate su troppo veloci. Il suo ginocchio tra le mie cosce mi solleva una gamba piegata attorno ai suoi fianchi ansimo piano mentre mi morde il collo sotto l'orecchio sinistro orecchini a cerchio dorati che tintinnano contro il pomello dell'armadio. Poi barcolliamo verso il bagno porte socchiuse luci basse specchio appannato dal vapore precedente posacenere di vetro pieno abbandonato sul bordo del bidet odore acre misto a profumo da supermercato. Cade in ginocchio davanti a me slaccia il perizoma nero con i denti lo getta via sbatte la testa all'indietro quando le infilo due dita nella figa già fradicia gemiti soffocati rumori umidi che rimbalzano sui muri rivestiti di piastrelle bianche. Nere. Lucide come ossa vecchie. La cinepresa nell'angolo registra tutto l'85mm aperto a f/2.8 tiene ogni poro ogni tremolio ogni battito delle palpebre mentre lei succhia forte stringe le mie palle con una mano sola io tengo ferma la sua nuca muovo i fianchi decisa perché è questo che voglio adesso subito qui. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno cattura ogni rantolo ogni 'sì' strozzato ogni volta che dico 'ancora'. Sento caldo ovunque lingua ruvida saliva copiosa fiato cortissimo poi un nodo allo stomaco si scioglie nelle reni quando sborro sulla sua faccia mascella contratta ciglia bagnate smalto rosso scheggiato sulle unghie dei piedi puntati verso il soffitto. Restiamo ferme qualche secondo nessuna parola solo respiri pesanti acqua che gocciola dal rubinetto mal chiuso tv accesa altrove volume bassissimo pubblicità di uno yogurt. Lei si pulisce con un lembo della gonna strappata sorride senza mostrare i denti io ricambio perché ho scelto tutto questo fin dall'inizio ho detto io cominciamo.