Primo piano su pompino nello spogliatoio auto parcheggiata

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Pulsazione di luce fredda dal neon sopra lo specchio dello spogliatoio colpisce il bordo inferiore del viso mentre la lingua sfiora la punta del cazzo eretto appena fuori dall'ombra. Lei indossa un perizoma nero con bordi a rete sottile, reggiseno coordinato in pizzo macramé aderente ai seni pieni. Le ginocchia premute contro il tappetino anteriore dell'auto parcheggiata da ore nel cortile laterale del centro sportivo. Il motore spento da ventitré minuti secondo il display digitale sul cruscotto illuminato debolmente. Un mazzo di carte da gioco disposto casualmente sul tavolino pieghevole accanto alla portiera aperta sinistra mescola figure sporadiche di cuori e picche sotto una lampada da lettura orientata male. La telecamera fissa a mano usa un obiettivo 85mm aperto a f/2.8 per isolare la sequenza labbra-cazzo-goccia di saliva che cade sul cambio manuale tra i due sedili anteriori rivestiti in ecopelle nera opaca lucida per l'umidità accumulata durante l'ora di pranzo trascorsa dentro l'abitacolo chiuso al sole diretto dalle undici e quarantacinque alle dodici e diciassette circa quando ha cominciato tutto dopo una telefonata breve terminata con 'arrivo subito'. Il microfono lavalier nascosto sotto il reggiseno registra ogni risucchio umido preciso mentre lei sceglie il ritmo senza fretta all'inizio poi accelerando fino a far vibrare le corde vocali attorno alla glande gonfio pulsante bluastro lungo i lati dove scorre sangue caldo compresso dalla pressione costante delle labbra strette come una morsa morbida ma decisa che non lascia scampo neanche quando lui tenta di spingere più forte ma viene bloccato da una lieve rotazione del collo verso destra segnale concordato prima dell'inizio delle riprese vere e proprie dopo che lei ha firmato il modulo rilascio immagine davanti alla cinepresa secondaria posizionata sul cavalletto bassissimo vicino allo pneumatico posteriore sinistro dove si vede riflesso parte della scena distorta nell'olio residuo sulla superficie stradale polverosa sotto le ruote ferme immobili da tempo infinitamente lungo sudore sulla tempia sinistra vibrazione dei muscoli masseteri tensione nei tendini del collo rumore intermittente di uno scooter acceso trentacinque metri più in là oltre la recinzione metallica arrugginita notifica WhatsApp in pausa sul telefono appoggiato capovolto sul sedile passeggero schermo illuminato fisso su messaggio ricevuto dieci minuti fa mai letto mai risposto mai cancellato.