Pompino disperata su tappeto beige cipria
Sento il calore del suo cazzo premere contro le labbra mentre resto ferma un secondo prima di scendere giù lentamente fino alla base. Il tappeto beige cipria graffia le ginocchia nude ma non mollo la presa nemmeno quando sento la punta sfiorare la gola. Ho lo smalto rosso scheggiato sulle dita che afferrano forte le cosce di lui per tenermi saldo il ritmo che decido io sola. La notifica WhatsApp rimane in pausa sul comodino vicino al caricatore mezzo sfilato dalla presa come se nessuno avesse tempo per rispondere a nessuno da ore ormai qui dentro. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno registra ogni respiro spezzato ogni volta che mi costringo a prenderlo tutto senza tirarmi indietro mai neanche quando gli occhi lacrimano, vedo solo ombre tremolanti della lampada accesa alle sue spalle illuminata dall'obiettivo 85mm aperto a f/2.8 che coglie ogni riflesso umido sulla bocca gonfia dopo minuti passati così senza fermarsi mai una volta soltanto perché so cosa vuole ma soprattutto so cosa voglio dare adesso mentre guido io stessa quanto fondo andare quanto veloce tornare su dove rallentare finché lui ansima più forte muovendo appena i fianchi ma sempre seguendo me mai anticipando mai forzando mai prendendo troppo perché qui comando io col naso pieno del suo odore col mento lucido di saliva col cuore accelerato dal piacere vero non recitato non simulato reale dannatamente vivo mentre vado avanti ancora, ancora finché esplode fuori da sé con un gemito trattenuto che vibra nelle mie orecchie e resta lì nell'aria pesante del venerdì sera insieme al silenzio improvviso subito dopo.