Pompino amatoriale sporco in salotto al mattino
Salotto secondo piano vista cortile interno. Pavimento freddo sotto le ginocchia nude. Posacenere di vetro pieno abbandonato sul tavolino basso. Luci accese nonostante sia mattina presto. Lampadina nuda disegna ombre dure sui muri scrostati. Lei scende lentamente con la bocca fino alla base mentre tiene i testicoli stretti nelle dita. Lui respira dalla bocca trattenendo i gemiti. Telecamera fissa campo medio dall'alto registra ogni movimento senza stacchi. Sudore sulla nuca dove i capelli si incollano. Odore di tabacco vecchio, caffè riscaldato nella moka stretta sul fornello. Lei solleva lo sguardo senza fermarsi mai col ritmo che ha scelto lei stessa fin dall'inizio. Regista ordina cambio angolo dopo dieci secondi dal primo ciak ma la macchina resta ferma per decisione sua perché vuole tenere l'immobilità come pressione addosso al tempo stesso allo stomaco. Alla. Gola che si apre sempre più in fondo alla trachea mentre ingolla tutto fino a sentirlo battere contro l'epiglottide due volte consecutive senza tirare via neanche quando gli spasmi partono dalle cosce e risalgono lungo la schiena curva verso l'esterno con un rantolo strozzato che esplode fuori solo dopo aver svuotato completamente dentro la guancia gonfia poi subito dopo spinge avanti i fianchi costringendola ad appoggiare le mani per terra per non cadere in avanti così parte la fase successiva dove torna indietro carponi verso il bordo del divano sfondato con le calze a rete rotte alle caviglie e lui entra da dietro senza preavviso col cazzo ancora umido dalla saliva mescolata al respiro pesante che arriva dai polmoni compressi mentre spinge forte contro il culo bianco segnato dagli slip portati troppo stretti prima questa notte o forse ieri sera non importa cosa conta è adesso adesso che urla piano no non fermarti proprio qui proprio così stringendo le lenzuola Bassetti spaiate lasciate penzolare dal bracciolo sinistro del divano mentre il lubrificante a base d'acqua permette penetrazioni rapide senza pause tra un affondo e l'altro fino allo sborrone finale diretto sulla pelle tra sacro e piega glutea destra registrato tutto con obbiettivo 85mm aperto a f/2.8 per massima profondità emotiva oltre che visiva.