Pompino amatoriale nel bagno d'albergo all'alba

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Alba grigia filtra dalle tende semiaperte della stanza d'albergo, illuminando il bordo sporco della vasca e un bicchiere mezzo pieno sul termosifone freddo. La donna si abbassa lentamente, ginocchia nude sul tappeto ruvido accanto al water sollevato. Indossa una maglietta bianca bagnata sotto le ascelle, capelli raccolti male con un elastico rotto. Lui appoggia i palmi al muro piastrellato, testa all'indietro, mascella serrata mentre lei gli sbottona i jeans con due dita tremanti - poi cala la cerniera come se aprisse qualcosa di proibito ma già deciso ore prima. Il cazzo esce duro fuori dai boxer grigi stampati con un logo sbiadito di calcio americano. Lei non esita, lo prende fino in gola al primo tentativo, labbra distese attorno alla base gonfia mentre le narici sfiorano il pube riccio, scuro. Tengo la pausa dopo ogni ingresso profondo - uno stacco netto tra suzione e respiro affannoso. Sudore sulla tempia sinistra di lui scorre lungo la guancia fin dentro l'orecchio dove il microfono lavalier nascosto sotto la maglietta registra ogni vibrazione gutturale. Lei sceglie il ritmo, rallenta quando sente troppo stimolo alla radice della lingua, riparte piano massaggiando i coglioni col palmo umido della mano libera. Tre macchine fisse registrano tutto, quella principale è un 85mm aperto a f/2.8 che tiene fuoco morbido sui capezzoli visibili attraverso la stoffa fradicia. Un cuscino di velluto stropicciato giace abbandonato vicino alla porta socchiusa del bagno - colore avorio spento dal tempo, probabilmente usato per proteggere le ginocchia durante le prime prove. Il fonico chiede silenzio prima del battito finale perché sa che arriverà forte e sincronizzato col gemito strozzato di lui. Notifica WhatsApp in pausa sullo schermo del telefono mostra 'Marika ha inviato un messaggio vocale'. Lei continua a pompare col pugno stretto alla base mentre succhia dalla punta con pressione intermittente - denti coperti dalla carne tenera delle labbra inferiori, poi si ferma solo quando sente i fianchi contrarsi violentemente. Lo tiene dentro anche dopo lo spruzzo caldo - tre gettate dense che colpiscono retrobocca, inghiotte senza togliere gli occhi dai suoi. Alla fine si pulisce un filo biancastro dall'angolo destro della bocca col dorso della mano.