Ginocchia nude su tappeto logoro spogliatoio industriale
Spogliatoio vuoto al secondo piano di un palazzo popolare domenica mattina luce grigia filtra dalle persiane di legno scrostate candela accesa sul comò proietta ombre irregolari pareti tappezzate con vecchie foto di squadra calcistica polvere sui tacchi delle scarpe da lavoro appoggiate contro il muro lei entra senza fretta indossa solo un perizoma nero, una maglietta bianca slacciata fino allo stomaco si inginocchia sul tappeto logoro davanti alla panca dove lui siede immobile gambe larghe braccia allargate appoggiate ai bordi del sedile macchina uno fissa il primo piano del viso lei apre la bocca lentamente prende il cazzo dalla base con due dita lo guida dentro labbra strette guance scavate respiro nasale accelerato ottanta cinque millimetri aperto a f otto punto otto diaframma ridotto per tenere fuori fuoco la bacheca metallica alle sue spalle ciak ventidue buona la seconda stacco improvviso da sopra la spalla destra focus puller segue il movimento della testa avanti. Indietro. Sudore sulla fronte cola giù verso l'arcata sopraccigliare lui trattiene un gemito lei sceglie il ritmo decide quando fermarsi quando riprendere quando stringere più forte con la mano libera sfiora i coglioni poi li afferra delicatamente stringe appena bastardi dice sottovoce senza smettere chiavi della Vespa sul tavolo vibrano ogni volta che qualcuno passa sotto le finestre boom microfono posizionato a sessanta centimetri sopra la scena cattura ogni risucchio ogni cigolio della pelle contro pelle regista cambia angolo a metà chiede un primissimo piano sulla gola in espansione mentre deglutisce tutto fino in fondo nessun filtro audio rumori grezzi non tagliati luci fredde da camerino accentuano i contorni delle clavicole lei rallenta poi riparte veloce occhi chiusi capelli sporchi incollati alle tempie odore acre misto a profumo economico stantio finale con sborrocca abbondante colpisce zigomo sinistro scivola lungo mascella fermandosi all'angolo della bocca rimane così qualche secondo prima di pulirsi col dorso della mano.