Fidanzata perversa succhia in ufficio prima della pecorina
00, 03 stacco sulle sue mani che aprono la cerniera. Il microfono lavalier sotto la camicetta registra ogni sospiro mentre si china in avanti. Ventilatore acceso a velocità due muove appena i capelli sulla nuca. Lei sceglie il ritmo fin dall'inizio, nessun segno di pressione. Scrivania piena di fogli sparsi, chiavi della Vespa ancora nel taschino della giacca appesa alla sedia. La maglietta verde bottiglia è arrotolata sopra la vita, perizoma nero tirato da parte con due dita. Tengo il primo piano fino allo scatto del bacino contro la sua bocca aperta. Sync perfetto tra movimento delle labbra e respiro distorto nell'audio frontale. Intercut tra master. Pov. A partire da.01, 15 quando lui afferra delicatamente la nuca senza forzare. Si alza senza fretta, gira intorno alla scrivania e piega le braccia sul bordo freddo di formica bianca. Pecorina subito dopo lo stacco netto alle ginocchia sul tappeto logoro sotto la finestra semiaperta verso il cortile interno del condominio milanese al secondo piano. Tre telecamere fisse registrano tutto - una vicino al PC spento dove lampeggia una notifica WhatsApp non letta dalle sette e mezza di mattina presto - ora esatta indicata dal display digitale dell'impianto stereo vintage accanto ai libri polverosi sugli scaffali vuoti tranne uno pieno di DVD impilati alla rinfusa come se qualcuno li avesse rimessi male dopo un uso recente - loop breve tagliato via perché non pulito abbastanza - stampato solo quello finale col cazzo che sborra fuori dalla figa dopo averla scopata forte per ventisette secondi consecutivi senza cambiare angolo - tengo l'ultimo fotogramma un battito in più per fissare gli occhi chiusi di lei mentre deglutisce rumorosamente.