Vedova tettona in vestaglia verde acqua su letto sfatto

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Primo pomeriggio in una stanza d'albergo con persiane di legno scrostate che lasciano entrare lame di luce obliqua. La vedova minuta occupa il centro campo, vestaglia verde acqua semiaperta su seni sodi e peluria pubica grigia ben curata. Si sistema i capelli con gesto lento, lo sguardo fisso alla cinepresa fissa montata sul treppiedi all'angolo opposto. Il partner entra in quadro senza fretta, ginocchia nude sul copriletto beige macchiato vicino allo stipite sinistro. Mani grandi sui fianchi stretti, spinge avanti il bacino senza fretta. Lei apre le gambe oltre il bordo del materasso, talloni che sfiorano il pavimento freddo. Inquadratura stretta sulla figa gonfia mentre lui ci passa sopra due dita bagnate di saliva. Primo piano delle labbra che si aprono lentamente sotto pressione laterale - diffusione 1/4 sul primo piano ammorbidisce i contorni ma non nasconde i peli arruffati né la piega umida interna. Il fonico chiede silenzio prima del battito successivo ma nessuno risponde perché sono già dentro al ritmo giusto - lei sceglie il ritmo muovendo appena il bacino verso l'alto ogni volta che lui esce quasi completamente fuori dal culo stretto, caldo dove è finito dopo dieci minuti di scopata frontale rumorosa con lenzuola mezze strappate via dal movimento convulso degli stivali abbandonati vicino alla porta blindata chiusa dall'interno con catenaccio tirato fuori dalla scanalatura metallica per far posto ai calcagni durante la penetrazione profonda da pecora costringendola ad aggrapparsi al pomello della testiera verniciata male dove resta un'unghia scheggiata insieme allo smalto rosso spento ormai consumato fino alla base.