Nonna casa campagna vestaglia salvia divano velluto verde

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Salotto di casa di campagna pomeridiano metà settimana luci basse riflessi sulle piastrelle antiche. Divano di velluto verde bottiglia logoro sui braccioli due cuscini spostati. Carte da gioco francesi semi mescolate su un tavolino basso laccato nero vicino alla moka ancora calda sul fornello spento. Lei indossa una vestaglia color salvia aperta sui seni pesanti peluria pubica grigia ben visibile tra le cosce larghe. Lui entra dal corridoio scalzo pantaloni della tuta abbassati fino alle ginocchia cazzo duro puntato verso l'alto. Si inginocchia ai suoi piedi lingua fuori labbra umide succhia forte i capezzoli raggrinziti poi scende con denti. Baci. Sulla pancia flaccida. Lei allarga le gambe dita infilate nella figa pelosa muove i fianchi avanti, indietro ansima corto fiato irregolare. Telecamera fissa a tre metri ottanta millimetri aperto a f/2.8 focus pull dalla nuca di lui al collo di lei che getta la testa all'indietro occhi chiusi bocca aperta. Lubrificante a base d'acqua versato direttamente dalla bottiglietta trasparente cola lungo il cazzo prima dell'inserimento lento ma deciso dentro la fica gonfia. Movimenti ampi bacini che sbattono sudore che schizza dal petto al mento rumore umido insistente delle carni unite riprese continue senza tagli. Lavalier nascosto sotto il reggiseno registra ogni gemito profondo ogni sospiro strozzato ogni comando sussurrato tra i denti Lei sceglie il ritmo guida la penetrazione con pressione sulle spalle ruota i polsi intorno alla sua nuca Sudore sulla fronte sigaretta spenta nel posacenere pieno odore acre misto a vaniglia economica dai capelli impregnati Ore undici e mezzo secondo piano persiane chiuse solo uno spiraglio di sole polveroso attraversa la stanza illuminando particelle sospese nell'aria densa Calze autoreggenti rotolate alle caviglie smalto rosso scheggiato su tutte e dieci le unghie mancini entrambi anello semplice oro giallo all'anulare sinistro Rumori esterni canne mosse dal vento cane che abbaia distante ciclista passa veloce sotto le finestre Un cambio d'abito appeso allo schienale della sedia gonna plissettata beige maglietta bianca macchiata Ogni fotogramma resiste alla morbidezza artificiale preferisce mostrare grinze calli vene varicose peluria incarnita angoli storti della cinepresa angolo ribassato per includere lo specchio ovale incrinato dove si vedono riflesse anche le gambe tremanti durante l'orgasmo finale sborrata abbondante biancastra che cola fuori coprendole parte interna coscia destra Lei pulisce col lembo della vestaglia lascia macchie umide stropicciate poi richiude il tessuto addosso senza fretta Respira Piano.