Vedova esperta domina notte calda in casa
La cinepresa fissa in campo medio parte dalla porta socchiusa del salotto dove lei si alza lentamente dal divano, vestaglia verde acqua aperta sui fianchi, piedi scalzi sul pavimento freddo. Tre telecamere attive, una steadicam sul cavalletto vicino alla libreria, seconda macchina con lente 85mm aperto a f/2.8 sulla toeletta, terza in POV montata su petto dell'attore. Il fonico chiede silenzio prima del battito sonoro delle chiavi della Vespa che cadono dal tavolo all'ingresso. Lei entra in camera da letto illuminata solo dalla lampada da comodino con diffusione 1/4 sul primo piano del viso. Si siede sul bordo del materasso, lenzuola Bassetti spaiate arrotolate ai polpacci. Lui si inginocchia davanti mentre lei sistema l'altezza della cinepresa con un cenno delle dita. Sudore sulla fronte, respiro profondo tra i denti stretti quando lui arriva alle cosce interne. Il regista cambia angolo a metà senza stacco di ciak ma mantiene il fuoco manuale sempre preciso sull'espressione dei suoi occhi chiusi e labbra disfatte. Ogni gemito registrato col microfono lavalier nascosto sotto il nodo della vestaglia all'altezza dello sterno. Mezzanotte passata segnata dall'orologio digitale spento sul comodino ma confermato dal cambio turno radio dei vigili urbani fuori dalle finestre semiaperte coi vetri opachi incrinati. Lei sceglie il ritmo e indica col palmo verso l'alto quando vuole rallentare la penetrazione da dietro nella posizione al ginocchio-gomito col bacino sollevato contro la parete imbiancata male due anni fa col pennello scadente comprato al BricoCenter di viale Monza. Un cambio d'abito abbandonato sulla sedia accanto al ventilatore rotto che oscilla rumorosamente verso destra ogni ventisette secondi. Sbavatura bianca agli angoli della bocca, unghie spezzate nell'afferrare le molle metalliche del sommier, odore acre misto a lavanda economica spruzzata dopo cena. Calze autoreggenti nere slacciate ma non tolte, smalto rosso scheggiato sull'alluce destro. La mano sinistra stringe un crocifisso di legno scuro appeso alla testiera malferma mentre viene scopata forte col cazzo pieno fino ai coglioni gonfi che sbattono sotto lo stomaco piatto. Luce calda taglia diagonale dai listelli delle persiane ferme su uno spiraglio largo dieci centimetri esatti come segnato col gesso prima dell'inizio delle riprese. Sudore sulla spalla bassi attraverso il muro la mano di lui alla gola lei annuisce.