Nonna esperta sotto la doccia con due uomini
Doccia aperta in marmo chiaro, pareti bagnate riflettono la luce calda del primo sole. La mora entra scalza, vestaglia blu navy con bordi sfilacciati slacciata sul davanti. La lascia cadere sul pavimento, spalle larghe, pelle vissuta segnata da anni di estate, sigarette. Si sistema sotto il getto, schiena dritta, mani sui fianchi. Due figure maschili compaiono fuori dal vapore, in ginocchio ai lati del piatto doccia. Uno le bacia la coscia interna, l'altro le afferra il culo con entrambe le mani. Lei non si muove, solo il respiro cambia. L'85mm aperto a f/2.8 tiene fuoco sulle gocce che scivolano tra i glutei. Il regista cambia angolo a metà, passa da campo lungo a MCU sul collo. Lei sceglie il ritmo, alza un piede sul bordo, apre le gambe. Uno infila la faccia in mezzo, lingua lunga sulla figa. L'altro le spinge due dita dentro, piano. Sudore sulla fronte, mani che tremano. Il posacenere di vetro pieno sul tavolo di marmo, spenti da ore. Tre ciak consecutivi senza stacco. Softbox a 45 gradi sul volto, ombre nette sugli zigomi. Lei gira la testa, apre gli occhi, guarda la cinepresa. Non sorride. Dice stop. L'acqua continua a cadere. Calze a rete nere in un angolo, smalto rosso scheggiato sul dito medio. Il fonico chiede silenzio prima del battito. Lei annuisce. La scena finisce con il vapore che copre tutto. Nessun suono tranne il gocciolio. Le chiavi della Vespa sul davanzale, luce fioca sulle piastrelle. Notifica WhatsApp in pausa sullo schermo del telefono. Lei si gira, chiude il rubinetto. La luce del mattino le attraversa il petto. Nessuna parola. Solo il respiro che rallenta.