La padrona tettona domina con esperienza
Salotto buio, moquette antracite sotto le ginocchia. Lei, la padrona tettona, sbottona la camicetta lentamente, un bottone alla volta. Il reggiseno resta su fino al secondo piano ravvicinato. Softbox a 45 gradi illumina il sudore tra i seni. Lui si inginocchia, mani lungo i fianchi, aspetta il segnale. Lei sceglie il ritmo, guida la testa verso il capezzolo destro. Un gemito basso, registrato col lavalier nascosto sotto il reggiseno. Il fonico chiede silenzio prima del battito. La telecamera fissa trema leggermente quando lui slaccia il perizoma nero. Lei si alza, si piega sul tavolino, vestaglia aperta sulla schiena. Chiavi della Vespa sul tavolo, accanto a una caffettiera vuota sul fuoco. Martedì pomeriggio, luce spenta tranne il softbox. Pompino in slow motion, ripreso con cinepresa fissa sul comodino. Lei si gira, lo spinge sul tappeto, sale sopra. Movimenti calmi, controllati. Sudore sulla fronte, respiro pesante. Ogni cambio posizione segnato da un richiamo sonoro. Tre macchine fisse, una sul comodino, due angoli laterali. Lei dirige l'angolazione con un cenno. Poi doggy contro il muro, piastrelle fredde sulla pancia. Finale con sborrata sul perizoma, ancora intorno. Taglio netto dopo l'ultimo gemito. Vestaglia color salvia cade a terra. Blocco completato al primo ciak.