Scoperta lesbica in bagno al mattino presto

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Bagno di appartamento al secondo piano, finestra socchiusa, luce grigia di mattina presto. La mora esce dalla doccia, gocce lungo la schiena, si avvolge nella vestaglia color salvia. La bionda entra subito dopo, nuda, piedi bagnati sulle piastrelle fredde. Si guardano nello specchio, nessuna parola. La mora appoggia la mano sul bordo del lavabo, l'altra si avvicina da dietro, palme aperte sulle spalle. Poi scendono sui fianchi, stringono. La vestaglia scivola a terra. La bionda la gira, bocca sulla bocca, lingua dentro. Si piegano insieme, ginocchia che toccano il pavimento. La mora siede sul water, gambe aperte, la bionda in ginocchio, faccia affondata. Succhia forte, dita che spingono dentro. Poi si alza, la fa sdraiare, si mette a cavalcioni. Si muove lenta, poi veloce, sudore che cola dal seno sulla figa dell'altra. La telecamera fissa a 85mm aperto a f/2.8, fuoco stretto sugli occhi chiusi della mora. Il regista cambia angolo a metà, passa a OTS dalla porta. La bionda grida, stringe i denti, sborra dentro. Restano ferme, respiro pesante. Lei sceglie il ritmo, guida i fianchi. Poi si alza, si pulisce con un asciugamano. La caffettiera vuota sul fuoco, silenzio in casa. Blu polvere sulle piastrelle, vicino al piede della doccia. Nessuna parla. Una sola macchia sul pavimento. Poi la porta si chiude piano. Fine ciak. Il fonico chiede silenzio prima del battito. Tre telecamere, una sul lavabo. Luce naturale, zero correzione colore. Set design minimal, niente fronzoli. Lavalier nascosto sotto il reggiseno della bionda. Calze a rete appese alla maniglia. Orecchini a cerchio dorati caduti nel lavandino. Persiane di legno scrostate, vento leggero. Un bicchiere d'acqua mezzo pieno sul davanzale. Lenzuola macchiate in camera, mai mostrate. Il boom è fuori cornice. Nessun segno di tempo. Solo il respiro che calma. Poi il rumore della chiave nella toppa. Fine riprese.