Coinquilina lesbica uniforme blu navy pecorina mattutina

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Il piatto di ceramica scheggiata è ancora sul tavolo accanto alla moka stretta sul fornello spento. Fuori è tarda mattinata e la luce entra obliqua dalle persiane mezze rotte. Lei indossa l'uniforme blu navy della pausa pranzo al bar sotto casa - gonna corta piegata male, calze a rete con filo tirato sulla coscia destra. Io sono nuda dal seno in giù col perizoma ancora attorcigliato a un caviglia. Sento il suo fiato spezzarsi quando le slaccio il corpetto rigido della divisa da cameriera. Il mio anello preme sulla sua nuca mentre la spingo piano verso il materasso sfatto del letto singolo. Le ginocchia scricchiolano sul legno del pavimento mentre si mette in pecorina senza guardarmi. Il mio dito scivola tra le sue labbra già bagnate - non è la prima volta che lo facciamo ma ogni volta sembra nuova per lei. Mi mordo il labbro sentendo quanto è calda dentro. Il dildo entra liscio dopo due passate di lubrificante a base d'acqua preso dal comodino dove ho lasciato anche gli orecchini a cerchio dorati e lo smalto rosso scheggiato sulla bottiglia vuota di Negroamaro. La telecamera fissa in angolo basso cattura tutto col 85mm aperto a f/28 - vedo la mia mano sinistra afferrare i suoi fianchi ossuti mentre spingo più forte e lei geme nel cuscino sporco di trucco vecchio. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno registra ogni gemito soffocato quando cambia ritmo da sola muovendosi all'indietro contro di me senza chiedere permesso ma io decido quando accelerare, quando fermarmi per guardarla negli occhi prima di farla venire con due dita nella figa e un morso leggero sulla spalla sinistra.