Prima volta femminile nello spogliatorio bordeaux

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Spogliatoio illuminato da neon freddi sopra gli specchi lunghi incorniciati in cromo. Pavimento di piastrelle grigie a effetto cemento, tracce di terra umida vicino all'ingresso. Un cappotto gettato su una sedia pieghevole, scarpe da ginnastica sparse accanto ai cassetti metallici semiaperti. La mora si sistema i capelli con dita nervose, maglietta bianca larga infilata nei pantaloni del pigiama a righe pastello. L'altra, bionda coi capelli raccolti in uno chignon molle, si avvicina lentamente, ginocchia che sfiorano quelle dell'amica. Mano sinistra appoggia sul ginocchio coperto dal tessuto leggero, poi risale lungo la coscia fino all'orlo della stoffa. Maglietta sollevata piano, pelle d'oca sui fianchi al contatto con l'aria condizionata. Primo bacio sulla clavicola destra, labbra che mordicchiano piano mentre la mano scivola sotto l'elastico dei pantaloni. Pigiama abbassato fino alle caviglie, mutandine di pizzo bordeaux strappate via con un gesto secco. Dita dentro senza fretta, respiro corto trattenuto tra i denti. Cuscino di velluto stropicciato preso dalla panca e messo sotto i glutei per sollevarla leggermente. Telecamera fissa su cavalletto davanti allo specchio opposto - obiettivo 85mm aperto a f/2.8 - riprende tutto in campo medio ravvicinato. Lavalier nascosto sotto il reggiseno registra ogni sospiro spezzato. Ogni. 'dài ancora'. Lei sceglie il ritmo muovendo i fianchi verso le dita che la penetrano sempre più veloci. Orecchini a cerchio dorati dondolano ad ogni movimento della testa buttata all'indietro contro lo schienale imbottito della panca. Sudore sulla fronte e tra le scapole unite alla superficie fredda del metallo verniciato laccato nero della sedia accanto al muro pieno di graffi verticali sugli angoli bassi degli specchi causati dai tacchi durante altre serate simili ma mai così intense come questa dopo cena quando nessuno guardava più.