Massaggio innocente finisce in pecorina nel bagno
Sento il rumore del mio respiro spezzato contro lo specchio appannato. Il vapore ancora caldo sulla pelle ma il pavimento mi brucia le ginocchia nude. Lei ha lo smalto rosso scheggiato sulle dita dei piedi che tremano ad ogni spinta. Io non guardo più lo specchio solo sento il calore della sua figa stretta attorno al cazzo finto legato stretto alle cosce con le cinghie nere lucide. L'ho montato prima senza dire nulla solo un cenno mentre spegnevo la luce principale e accendevo la lampada da comodino con paralume beige cipria che disegna ombre morbide sui muri del bagno piccolo due metri per due forse meno. Il ventilatore acceso a velocità due cigola appena sopra di noi muovendo l'aria umida dove galleggia ancora l'odore della doccia appena finita bagnoschiuma alla camomilla e sudore salato sotto le ascelle depilate di fresco. Le mie dita affondano nei suoi fianchi mentre spingo forte dentro ogni volta che lei geme io rispondo con un grugnito basso dalla gola secca non bevo da ore ma non importa ho la bocca piena del suo sapore quando mi chino a morderle la spalla sinistra proprio dove porta il tatuaggio piccolo una stella nascosta sotto i capelli bagnati che ora sono incollati al collo perlaceo di sudore vero non trucco non lucido scenico questo è reale preso col 85mm aperto a f/28 inquadratura stretta su chiavi della Vespa abbandonate sul lavandino accanto al dentifricio aperto e alla notifica WhatsApp in pausa sul comodino fuori campo nessuno risponde perché è sabato sera tardi e nessuno ci cerca perché nessuno sa cosa stiamo facendo qui dentro lei sceglie il ritmo allunga i fianchi indietro verso di me ogni volta più forte ogni volta più veloce io sento arrivare qualcosa che non controllo più nemmeno voglio controllare anzi prego solo che non finisca mai poi viene tutto insieme grida rantoli sborrata vera anche se è finto il cazzo anche se è silicone duro come un cazzo vero infilzata su di me come se fossimo nate per questo posizione pecorina come due bestie ma dolci mai violente mai ruvide solo carne contro carne fiato nell'orecchio parole sussurrate piano troia brava troia prendimelo tutto sì sì sì poi silenzio rotto solo dal tic tic dell'acqua che gocciola dal rubinetto mal chiuso e dal lavalier nascosto sotto il reggiseno zitto ma vivo registrando ogni sospiro ogni gemito ogni battito cardiaco impazzito.