Festa pigiama lesbica cavalcata intensa domenica mattina

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Le persiane di legno scrostate filtrano la luce opaca di domenica mattina. Io resto ferma sul bordo del divano mentre lei si abbassa lentamente verso di me. Il suo respiro accelera quando sente il mio odore sulla pelle delle cosce. Mi piego in avanti per accoglierla meglio tra le mie gambe aperte. Sento il calore della sua figa contro la mia fronte sudata mentre comincio a leccarla piano ma decisa. Lei muove i fianchi seguendo il mio ritmo ma poi rallenta per farmelo sapere che vuole qualcosa di più profondo. Le infilo due dita dentro senza preavviso e contemporaneamente succhio il clitoride gonfio come se fosse un cazzo tenero da far sborrare subito. La vedo aggrapparsi ai cuscini beige del divano con entrambe le mani mentre geme senza trattenersi più di tanto forte che quasi rompe l'audio registrato dal lavalier nascosto sotto il reggiseno strappato via all'inizio della scena precedente presa al primo ciak senza prove perché non servivono quando due donne sanno cosa vogliono fare insieme da mesi ormai prima ancora che qualcuno accendesse la cinepresa principale con obiettivo 85mm aperto a f/28 per cogliere ogni fremito dei muscoli pelvici contratti durante gli orgasmi multipli successivi uno dopo l'altro sempre più ravvicinati finché non urla così forte da svegliare probabilmente i vicini oltre parete sottile dove magari stanno bevendo caffè dalla moka stretta sul fornello acceso proprio adesso mentre noi continuiamo imperterrite ignorando tutto fuorché questo momento prezioso rubato alla routine settimanale piena zeppa di lavoro famiglia figli altri impegni sociali vari ma qui ora solo io tu noi due sole finalmente libere completamente nude sporche disordinate felici pazze selvagge naturali autentiche vere vive piene piene piene fino all'orlo pronte a esplodere ancora ancora ancora una volta soltanto un'ultima volta prima che qualcuno busserà alla porta o squillerà un telefono o lampeggerà una notifica WhatsApp in pausa da ore forse giorni forse settimane intere passate ad aspettare questo attimo perfetto irripetibile impossibile da replicare identico mai più.