Due studentesse nel dormitorio dopo lo spogliatoio

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Spogliatoio umido di condensa alle prime luci del mattino presto. Una sola lampadina nuda sopra gli armadietti metallici illumina il vapore residuo dei getti della doccia. Lei esce con l'asciugamano stretto tra i seni, piedi scalzi sul linoleum freddo, gocce che scivolano giù dalle cosce fino ai talloni screpolati. Dormitorio universitario al secondo piano, finestre socchiuse su un cortile interno dove uno scooter accende il motore sotto la pioggia leggera. Rivista usata sul comodino piegata a pagina centrale, copertina stropicciata di un settimanale culturale lasciato aperto. Perizoma bordeaux appena visibile sotto l'accappatoio mezzo slacciato mentre si siede sul bordo del materasso sfondato. La compagna le si avvicina senza fretta, ginocchia che premono contro il telaio metallico del letto gemello. Controluce attraverso la tenda semiaperta disegna un taglio netto sui loro profili, naso, clavicola, capezzolo teso sotto il cotone bagnato. L'inquadratura fissa parte dal pavimento, sale lungo le caviglie tremanti fino all'incontro delle bocche. Il regista cambia angolo a metà quando le lingue si incrociano per la prima volta. Ogni respiro amplificato dal microfono direzionale posizionato sotto il cuscino sporco di mascara. Lavorano lentamente i vestiti via, maglietta arrotolata oltre il seno sinistro, mutande calate con due dita insieme alla mano dell'altra. Contatto pelle su pelle dal collo alle ginocchia piegate ad angolo acuto. Lei sceglie il ritmo quando guida l'indice destro tra le grandi labbra gonfie dell'amica distesa supina con braccia larghe come crocefissione ribaltata. Inquadratura ravvicinata con obiettivo 85mm aperto a f/2.8 blocca fuoco solo sulla punta del clitoride turgido mentre viene stimolata da movimenti circolari irregolari ma precisi come pulsazioni cardiache registrate su oscilloscopio analogico.