Due amiche nello spogliatoio dopo la palestra

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Ho ancora addosso il calore della doccia quando lei mi guarda allo specchio, non distoglie gli occhi. Mi sento tirare verso il basso la cinghietta del reggiseno senza parlare. Il perizoma in pizzo macramé resta impigliato un attimo all'inguine mentre scivola giù. Sento il suo fiato prima ancora che arrivi con la bocca sulla figa. Le mie mani cercano appoggio contro la piastrella fredda. La vedo riflesso negli occhi lucidi mentre ingoia tutto fino in fondo, tiene ferma la mia coscia con una presa decisa. Il microfono pinna sotto il tessuto del reggiseno registra ogni ansimo spezzato. Poi mi giro e le faccio segno di sdraiarsi sulla panca imbottita vicino agli armadietti aperti. Tardo pomeriggio fuori dalle finestre basculanti ma dentro fa sempre troppo chiaro grazie ai neon tremolanti che non si spengono mai. Le sollevo le gambe e comincio a succhiarla piano finché non sento i suoi piedi scalciare leggeri contro le mie spalle nude. Lo smalto rosso scheggiato sulle dita dei piedi si muove nervoso a ogni colpo di lingua precisa tra le labbra gonfie. Lei dirige l'angolazione inclinando il bacino verso la mia bocca senza dire nulla ma guidandomi come sa fare solo chi conosce bene i propri tempi giusti. Sul comodino portatile usato come supporto laterale c'è una chiave di casa abbandonata sopra un fazzoletto accartocciato insieme alle mutandine strappate poco fa durante lo scambio rapido tra noi due al buio prima dell'inizio ufficiale delle riprese vere e proprie dove avevamo già deciso tutto nei minimi dettagli compresi gli angoli da privilegiare secondo quanto concordato precedentemente nel camerino privè dove nessuno ci avrebbe disturbati tranne forse qualche rumore attutito proveniente dagli spogliatoi maschili adiacenti che però non ci distrae neanche un po perché ormai siamo completamente concentrate su quello che stiamo facendo qui e ora senza alcuna fretta né pressione esterna.