Coinquilina bagnata orgasmi finali crema interna

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Sento ancora il sapore del vino bianco sulla lingua quando mi guarda attraverso lo specchio appannato. Venerdì sera, casa vuota tranne noi due. Il rubinetto che gocciola nel lavandino scandisce i secondi prima del contatto. Lei indossa solo un asciugamano beige cipria avvolto stretto intorno al corpo bagnato mentre si china a sistemare il dentifricio sul bordo del lavabo. Mi osserva con la coda dell'occhio e io non distolgo lo sguardo. Le dita dei piedi affondano nelle piastrelle fredde mentre mi alzo dalla vasca dove ero seduta in silenzio a fissarla da cinque minuti buoni senza dire una parola ma sentendo già tutto contrarsi dentro. Si volta lentamente e lascia cadere l'asciugamano senza fretta. Il mio respiro cambia ritmo quando vedo il suo pube rasato lucido di gocce d'acqua. Avanza fino a mettersi in ginocchio tra le mie gambe aperte. La sua bocca trova subito il clitoride gonfio e io mi aggrappo ai bordi della vasca per non cadere all'indietro. Sento ogni colpo di lingua come se fosse amplificato dal microfono lavalier nascosto sotto il reggiseno che portavo prima di toglierlo. Quando viene è con un gemito soffocato che riprendiamo con l'85mm aperto a f/2.8 puntato dritto sul suo viso contratto. Poi scambiamo posto e ora sono io sopra di lei con il dildo rosa acceso infilato fino in fondo mentre lei dice piano vai piano così poi accelera tu decide tu sceglie il ritmo e io obbedisco ai suoi comandi finché non sente tutto riempirsi dentro e urla no non fermarti proprio così col bacino sollevato dal pavimento freddo delle mattonelle smaltate. Alla fine resto china su di lei col fiato corto e lo sperma sintetico che cola lungo le sue cosce tremanti mentre fuori dalla finestra una Vespa passa rombando veloce nella notte romana.