Amiche alla festa pigiama si scoprono lesbiche
Il sole basso filtra tra le persiane di legno scrostate del salotto condominiale illuminando granelli di polvere sospesi nell'aria stantia di dopobarba, caffè vecchio. Una bottiglia di prosecco mezza vuota trema sul tavolino accanto alle chiavi della Vespa e al tabellone del gioco ancora aperto su 'verità o conseguenza'. Le due donne restano ferme per dieci secondi lunghi come minuti, occhi negli occhi, mani che esitano sui fianchi coperti dal cotone leggero delle magliette da notte. Poi la mora allunga i palmi aperti verso l'amica, segnale concordato prima delle riprese. La bionda annuisce, scioglie il nodo della vestaglia color salvia che cade scoprendo il perizoma nero sotto. Il primo contatto è sulla nuca, dita che affondano nei capelli raccolti in una coda disordinata. Un gemito esce senza filtro dal microfono lavalier nascosto sotto il reggiseno imbottito. Lenti d'obiettivo 85mm aperto a f/2.8 fissano ogni battito delle ciglia mentre la mano destra scivola tra le cosce già umide. Sudore sulla fronte, respiro spezzato, lingua che cerca dentro la bocca con urgenza crescente. Lei sceglie il ritmo e guida l'inclinazione del bacino contro il bordo del divano logoro. Il secondo piano ravvicinato cattura lo strappo delle mutandine laterali e l'ingresso diretto con due dita piegate all'interno. Un bicchiere di Negroamaro trema sul comodino vicino alla chiave di casa lasciata lì dalla sera prima. Fuori si sente una sirena distante e una risata infantile dal cortile interno. La mano libera tira indietro la testa dell'altra mostrando le clavicole pulsare al ritmo dei colpi secchi dentro la figa gonfia e lucida. L'orgasmo arriva senza rumore ma con uno spasmo visibile lungo tutta la schiena arcuata verso l'alto come se cercasse aria nel vuoto caldo della stanza chiusa domenica mattina.