Tettona in calze dopo cena pompa decisa.
Cucina di appartamento al secondo piano con persiane chiuse ma non serrate. Odore di caffè vecchio e tabacco spento. La tettona si sbottona la vestaglia color ottanio dopo cena, lascia cadere il tessuto sul pavimento freddo. Calze a rete attaccate alla giarrettiera, smalto rosso scheggiato sulle dita dei piedi. Si inginocchia senza fretta tra le gambe di lui che sta appoggiato al bordo del tavolo dove c'è una scatola di fiammiferi mezza vuota e il posacenere pieno fino all'orlo. Il primo piano è preso con un 85mm aperto a f/2.8 che taglia fuori messa a fuoco sul retro della sua nuca mentre prende il cazzo in bocca fino in gola. Lei sceglie il ritmo fin dall'inizio, non corre mai indietro neanche quando lui prova ad afferrarle i capelli - lei gli sposta la mano. Ricomincia. Più lenta. Sudore sulla fronte sotto la luce principale ma respira bene dal naso ogni volta che esce per riprendere fiato. Sudore sulla spalla bassi attraverso il muro la mano di lui alla gola Lei annuisce. Il fonico chiede silenzio prima del battito successivo perché c'è rumore dalla strada, uno scooter accelera sotto le finestre alle ventitré e diciassette precise. La moka stretta sul fornello comincia a gorgogliare ma nessuno ci bada. Lei regge tutto il centro anche quando lui spinge troppo avanti - non tossisce neanche una volta. Tira fuori solo per accendersi una sigaretta coi fiammiferi rimasti. Poi torna giù senza guardarlo. Ogni movimento inchioda. Quella scena vende da sola. Non serve montaggio. Esperti lo sanno subito. Chiama lo stop dopo averlo fatto sborrare sui suoi seni nudi. Mette via la telecamera come se fosse routine.