Donna matura in vestaglia sul divano ecru
Appartamento in periferia, luce di tarda mattinata filtra tra le persiane di legno scrostate. Il vinile è fermo sul giradischi, copertina appoggiata al muro. La mora si alza dal divano, vestaglia color salvia aperta sul seno flaccido. Lui la aspetta nudo, cazzo duro in mano. Lei scivola in ginocchio, prende il cazzo in bocca senza fretta. Le calze a rete scivolano lungo le cosce, trattenute da giarrettiere nere. Lui afferra i suoi capelli grigi, ma lei gli toglie la mano e la posa sul suo fianco. Lei sceglie il ritmo. La telecamera fissa in primo piano la bocca che si apre, la punta lucida di saliva. Poi si gira, si mette a pecora sul tappeto di lino ecru. Lui la penetra da dietro, spinte lunghe. Sudore sulla schiena, bassi del giradischi che vibrano nel silenzio. Tre macchine fisse, una sul comodino, lavalier nascosto sotto il reggiseno. Lei ansima, spinge indietro i fianchi. Diffusione 1/4 sul primo piano, luce calda che accarezza il pube rasato. Lui le afferra i seni, li tira verso l'alto. Lei si gira, si sdraia sul parquet, lo guida dentro. Le dita di lui cercano il clitoride, la fanno gemere. Moka stretta sul fornello, nessuno ci pensa. Lei viene con un sussulto, stringe le cosce. Lui sborra sulla pancia, schizzi bianchi tra i peli pubici. Restano fermi, il respiro pesante. Lei chiude gli occhi, la vestaglia aperta, un anello d'oro al dito anulare. La stanza sa di sesso e caffè bruciato. Nessuno parla. Il vinile non si muove. La luce cambia. Fine della scena. Preso al primo ciak. Lei firma il rilascio davanti alla telecamera. Silenzio. Poi si alza, va in cucina. Chiude la porta.