Padrona esperta in stanza d'albergo numero sei
Il tardo pomeriggio filtra dalle tende sottili della stanza d'albergo numero sei. Lei entra nel bagno con la vestaglia color panna ancora addosso, la lascia cadere sul bordo della vasca. Lui è sotto la doccia aperta, schiena al getto. Il fonico chiede silenzio prima del battito ma nessuno risponde. Inquadratura stretta col 85mm aperto a f/2.8 prende le labbra che si aprono intorno al cazzo già duro. Lei non esita, lo prende fino in gola subito dopo averlo stretto alla base con due dita. Sudore misto ad acqua scivola lungo i bicipiti di lui mentre affonda le mani nei capelli di lei per guidare appena il ritmo ma è lei che sceglie il ritmo e lo tiene costante senza fretta né pause forzate. Il rubinetto del lavandino gocciola da almeno dieci minuti ma nessuno dei due ci fa caso né interrompe per chiuderlo. La luce fredda del neon rimbalza sulle piastrelle bianche mentre la telecamera laterale riprende l'angolo perfetto tra collo piegato e spalla sollevata ad ogni movimento avanti indietro della testa di lei che ormai ha preso un ritmo meccanico preciso come un metronomo tarato su respirazione controllata e pressione costante delle guance piene intorno all'asta pulsante che sbatte contro palato morbido ogni volta che scende fino in fondo senza mai staccarsi neanche per respirare dal naso troppo forte perché sa che quel suono sporco si sentirebbe anche col filtro audio attivo sulla traccia principale registrata dal lavalier nascosto nella piega del reggiseno abbandonato sul termosifone acceso da mezz'ora nonostante fuori ci siano ventidue gradi stabili da due giorni consecutivi secondo le previsioni locali ricevute via WhatsApp mentre aspettavano l'inizio delle riprese alle diciassette e quarantadue precise come indicato nel call sheet firmato da entrambi prima dell'inizio delle scene principali previste per questo blocco serale dedicato alle dinamiche di potere invertite tra padrona esperta e uomo sottomesso fisicamente presente ma psicologicamente assente fin dal primo ciak girato questa mattina presto dopo colazione veloce a base di caffè amaro dalla moka stretta sul fornello acceso troppo a lungo tanto che ora il fondo brucia leggermente emanando quel tipico odore acre difficile da eliminare anche coi detergenti industriali usati dallo staff tecnico dopo ogni set concluso con successo perché qui non si improvvisa nulla nemmeno un gesto casuale come quello di voltarsi verso sinistra invece che destra durante l'eiaculazione finale quando lo sperma schizza fuori dalla bocca semiaperta di lei diretto verso lo specchio appannato dove rimane attaccato qualche secondo prima di colare giù lentamente lungo una crepa verticale provocata probabilmente dall'umidità accumulata negli anni o forse solo da un urto precedente mai segnalato ai responsabili della manutenzione degli arredi.