Divorziata inginocchiata tra due uomini all'alba
Primo piano sulla vestaglia color avorio abbandonata ai piedi del letto sfatto. La donna entra nell'inquadratura scalza, capelli sciolti fino alle spalle larghe, mani che si appoggiano al davanzale freddo della finestra semiaperta. Persiane di legno scrostate lasciano filtrare la luce opaca dell'alba romana sui suoi fianchi nudi. Si china lentamente sul pavimento di marmo chiaro, ginocchia che premono contro le fughe annerite del vecchio bagno anni Settanta. Un uomo le afferra i capelli tirando indietro la testa mentre l'altro guida il cazzo nella sua bocca socchiusa già lucido di saliva mista a lubrificante trasparente. Camera fissa su tripode a mezza altezza - ottica 85mm aperto a f/2.8 - fuoco selettivo sugli occhi semichiusi quando inghiotte fino alla base senza lacrimare né tossire. Lei sceglie il ritmo muovendosi avanti, indietro tra i due corpi sudati sotto una lampadina nuda coperta da un filtro arancio spento dal soffitto inclinato del bagno ristrutturato male. Il secondo uomo entra da tergo dopo aver rotto simmetricamente la composizione originale - ciak numero trentuno - regista ordina cambio angolazione per catturare lo stretch anale visibile nel riflesso dello specchio crepato sopra il lavandino pieno d'acqua stagnante. Dentifricio. Verde sparso sul bordo porcellana scheggiata dai colpi ripetuti dei talloni che battono contro piastrelle fredde come carne viva sotto pressione prolungata finché non urla dentro il cazzo pulsante che le sborra in fondo alla gola mentre quello alle sue spalle esplode dentro senza uscire fuori controllando bene dove va ogni spruzzo caldo lungo le pareti vaginali distese dalla penetrazione violenta ma misurata secondo quanto concordato prima dell'inizio delle riprese con accordi firmati davanti al fonico che ha registrato tutto tramite microfono lavalier nascosto sotto il reggiseno abbandonato accanto allo sgabello pieghevole usato per gli inserti ravvicinati dei capezzoli violacei turgidi dopo essere stati morsi più volte durante scene precedenti girate nel salotto adiacente illuminato solo dalle luci esterne della strada trafficata poco dopo mezzanotte quando ancora nessuno aveva acceso i termosifoni rumorosi sotto i vetri appannati dall'umidità interna accumulatasi nei quarantacinque minuti precedenti grazie al vapore prodotto dalla doccia mai utilizzata ma tenuta aperta per creare condensa artificiale richiesta dal direttore della fotografia insieme alla diffusione nebbiosa ottenuta con bomboletta spray alimentare applicata strategicamente vicino alla fonte luminosa principale posizionata fuori campo sinistro protetta da paraluce morbido anti-riflesso direzionabile manualmente dal grip assistente durante ogni stacco deciso voluto dal montaggio parallelo previsto successivamente.