Infermiera tettona deepthroat nello spogliatoio ospedaliero
Io mi sento il fiato corto appena sfioro la punta con le labbra. Le calze 70 denari tirano sulla coscia sinistra mentre premo i talloni nel pavimento freddo dello spogliatoio. L'uniforme da infermiera ha bordi in ottanio logori ai polsini e puzza di disinfettante misto a sudore vecchio. Ho lasciato la caffettiera vuota sul fuoco dopo aver finito il turno, nessuno verrà a controllare fino alle otto. Il lavalier nascosto sotto il reggiseno coglie ogni ansimo, ogni risucchio umido quando prendo tutto fino in gola. Non è mai stato facile respirare così ma io decido quando abbassare la testa, quanto restare giù. Il seno penzola fuori dalla stoffa slabbrata, capezzoli duri per il fresco del locale sotterraneo. Fuori si sentono motorini accendersi uno dopo l'altro lungo viale Europa, qualcuno urla un nome che non è il mio. Stringo i denti intorno alla base ma senza mordere, solo pressione precisa come richiestomi. Sudore mi cola tra le scapole, lungo la colonna vertebrale fino al coccige dove batte contro lo spigolo dell'armadietto chiuso a chiave. Respiro dal naso in brevi colpi secchi mentre riprendo aria fra un affondo e l'altro. I capelli biondi sporchi mi coprono gli occhi ma non li scosto perché so che la cinepresa fissa dal bassò vede bene ogni dettaglio della bocca piena e delle guance scavate. Quando sborro dentro me stessa tengo gli occhi aperti fissando una crepa nel soffitto dipinto male dieci anni fa. Poi mollo lentamente, lascio colare senza pulire nulla prima del prossimo ciak. Io sent o ancora il sapore amaro sulla lingua mentre sistemo le calze rotte.