Pompino nello spogliatoio tra calze rotte. Doccia. Appena finita
Primo pomeriggio nello spogliatoio del centro sportivo vuoto. Le luci al neon tremolano appena sopra le panche di legno verniciate verde acqua. Lei è in ginocchio sul pavimento freddo di piastrelle grigie, calze a rete strappate ai polpacci, le mani salde sui fianchi di lui che tiene gli occhi chiusi e la testa all'indietro contro il muro sporco di impronte digitali vecchie, nuove. Il cazzo entra ed esce dalla bocca lentamente all'inizio poi sempre più veloce mentre i denti sfiorano ma non graffiano mai intenzionalmente la carne tesa della cappella pulsante. Un rivolo di saliva cola giù dal labbro inferiore gonfio fino al mento dove si ferma prima di cadere sulla maglietta sudata abbandonata lì accanto insieme alle mutande strappate e alla felpa arrotolata come un cuscino improvvisato per le ginocchia doloranti della mora che adesso ansima tra un colpo e l'altro prendendo aria con brevi respiri nasali umidi mentre continua a succhiare forte tenendo lo sguardo fisso in alto verso chi sta scopando dentro quella figa già fradicia sotto il tessuto logoro delle autoreggenti rotte nei punti sbagliati al momento giusto per far vedere meglio cosa succede quando una troia sa fare bene il lavoro sporco con solo bocca lingua guance aspirazione pressione ritmo controllo totale anche se qualcuno urla bastarda vai più giù ancora tu puoi andare oltre finché lui non scoppia con tre spruzzi lunghi dritti in gola lei inghiotte tutto senza tossire neanche una volta poi si pulisce un angolo della bocca con il dorso della mano lentamente soddisfatta del risultato ottenuto dopo aver scelto personalmente ogni singolo movimento ogni tempistica ogni intensità sapendo perfettamente quando rallentare accelerare fermarsi ripartire perché è lei che decide quanto profondo quanto duro quanto a lungo non importa quanti minuti passano o quante persone guardano dal bordo campo incluso quel tipo seduto sullo sgabello con addosso solo i boxer bianchi che batte le mani piano come fosse musica live accompagnamento perfetto per quello che sta registrando la macchina principale posta su treppiede basso OTS destra obiettivo Canon EF 85mm aperto a f/2.8 diaframma stretto cornice serrata sui dettagli delle labbra distese attorno alla base pelosa del cazzo lucido dei suoi stessi fluidi mescolati allo sperma residuo rimasto attaccato dopo lo stacco precedente ciak diciassette preso al primo tentativo grazie alla regolazione precisa del fuoco manuale richiesta dal grip dopo aver visto il problema nel playback precedente vinile fermo sul giradischi nell'angolo bar dove nessuno ballerà oggi moka stretta sul fornello spento da ore nessuna notifica WhatsApp disturbava il silenzio tranne qualche gemito soffocato qualche ordine gutturale qualche risucchio prolungato seguito da pause brevi cariche di tensione pronta a esplodere ancora.